L'olio, le olive,
le verdure e i farinacei - il territorio pianeggiante favorisce
un'enorme produzione di cereali - cioè i prodotti più
tipici dell'agricoltura, caratterizzano la cucina pugliese
che, accompagnata da saporiti aromi e spezie, quali basilico,
capperi ed origano, risulta particolarmente genuina e gustosa.
L'alimento preferito dai pugliesi è la pasta. La pasta
caratterizza talmente la cucina pugliese che se non se ne
conoscessero le origini si sarebbe quasi portati a riferirne
l'invenzione a questo popolo.
Del resto, proprio per la pasta, nel lontano 1647, i pugliesi
lottarono aspramente e vittoriosamente per otto giorni contro
i dominatori spagnoli, che avevano posto una tassa sul prezioso
alimento. Al di là della produzione industrializzata
resiste ancora saldissima la tradizione della pasta fatta
in casa.
Soprattutto nei paesi le donne ancora oggi preparano orecchiette,
lasagne,"strascenate", "mignuicchie",
"chiancarelle", "troccoli"e "pociacche".
Questi vari tipi di pasta vengono altrettanto variamente conditi:
con ragù di carne o di pesce (particolarmente conosciuto
il "ciambotto" barese che si ottiene mescolando
numerose specie ittiche), con verdure, erbe di campo o erbe
d'orto, con formaggio o senza.
Per quanto riguarda in generale la gastronomia pugliese, pur
seguendo in linea di massima un indirizzo unitario, presenta
sfumature diverse a seconda dei luoghi.
Le grandi aree nelle quali può dividersi la regione
corrispondono per sommi capi alla divisione amministrativa
fissata nel lontano 1222 da Federico II di Svevia: terra di
Bari, Capitanata e Terra d'Otranto.
L'alimento che più degli altri contraddistingue le
differenze tra le varie cucine è l'aglio: usato in
dosi massicce nella provincia di Foggia viene utilizzato,
a mano a mano che si scende verso sud, fino a scomparire del
tutto nel leccese, dove si fa largo uso della cipolla. Nel
Tarantino e nel Barese crescono in particolare i "lampasciuni",
cipolle selvatiche che si lessano e si accompagnano all'insalata.
La tradizione popolare pugliese è ancor oggi legata
al culto del pane (la regione intera va fiera della produzione
che l'ha resa famosa) e delle sue varietà, come la
celebre "frisedda", una ciambella di farina, bianca
o integrale, con un buco molto stretto, cotta al forno e poi
tagliata in due e di nuovo cotta nel forno, quindi inzuppata
nell'acqua fredda (con l'acqua calda, invece, si ottiene la
"cialedda") e condita con sale, olio, pepe ed eventualmente
pomodoro e cipolla.
Con circa 800 km. di costa, la Puglia basa molto della sua
cucina sul pesce, che in alcune zone è veramente squisito.
Nel Barese si pescano orate, sogliole, dentici e polipetti
preparati poi con saporitissimi sughi.
Molto nota è la cosidetta "casseruola di polipetti"
un ragù a base di olio, cipolla, vino bianco, salsa,
prezzemolo e pepe.
Altri piatti rtipici delle località di mare sono gli
antipasti di calamaretti crudi, frutti di mare e olive e le
zuppe di pesce.
Per queste ultime Taranto è il centro più interessante
ove i prodotti degli antichissimi allevamenti di ostriche,
ricci, cozze e datteri di mare, uniti ai prodotti della pesca,
permettono la preparazione di numerose zuppe, intitolate ora
a questo ora a quel mollusco e tutte appetitossime.
Naturalmente, pesce e frutti di mare influiscono largamente
sui condimenti per le paste asciutte, che sono numerosissimi
e saporiti.
Ampia è anche la scelta dei vini; pregiati i bianchi
di Martina Franca e di Massafra e i rosati prodotti in tutte
le Murge e nel Salento.
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