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Terracotta
 
Particolare importanza ha avuto la Terracotta.
Sin da epoche remote la sua produzione fu favorita dalla ricchezza dei banchi argillosi del luogo, ed ebbe modo di affermarsi grazie al basso costo della produzione.
Terrecotte e ceramiche appaiono sin dall'età preistorica, hanno un carattere di funzionalità legato all' uso domestico e non mancano di elementari forme decorative che con il tempo si evolveranno in stili e modelli fino a raggiungere esempi di raffinatezza ed eleganza.
Nel periodo messapico la produzione appare come elemento tipico di quella civiltà e Rudie presso Lecce, fu centro operoso di vasi e ceramiche. Nel periodo romanico si registra una decadenza dell' arte vascolare, la terracotta è utilizzata soprattutto dai monaci bizantini per la fabbricazione degli embrici, necessari per la copertura dei tetti. Nel basso medioevo, intorno al 1300 la lavorazione della creta torna in auge e nei secoli successivi s' impongono i centri di: Lecce, Cutrofiano, Nardò, Gallipoli, Novoli, Salice, San Pietro in lama, Lucugnano. Nell' 800 la ceramica salentina è di nuovo in declino; sopravvive solo la produzione semplice destinata all' uso popolare; le botteghe si spopolano e si perdono tecniche e gusti. Solo negli ultimi anni i centri più importanti hanno ripreso la lavorazione inutilizzando forme, stili e modelli antichi per la creazione di oggetti sempre più particolari.
Aspetto caratteristico della produzione della ceramica leccese è rappresentato dal repertorio dei" PUPI", graziose figurine di creta che popolano i presepi e che si possono collegare alle antiche terrecotte popolari creati per gioia domestica di chi non poteva permettersi addobbi di valore. I primi pupi furono creati dalle abili mani degli antichi barbieri leccesi che modellavano figurine in terracotta nei giorni in cui il lavoro era poco. Il primo di cui si ha ricordo è maestro Francesco Cosma, meglio conosciuto come Chiccu Curtu, che abbandonò il mestiere di barbiere per dedicarsi completamente all' arte di creare pupi caricaturali.
Nel mese di dicembre ceste colme di pupi variopinti si trovavano sulle bancarelle, su semplici scanni o su teli stesi a terra, per dare vita alla fiera di Santa Lucia. Questa si svolgeva ogni anno attorno all' omonima cappella e durava soltanto quel giorno, 13 Dicembre, e annunciava il periodo natalizio. Peculiarità della fiera era la vendita dei pastori di creta e di tutti gli elementi indispensabili all' allestimento del presepe.
Nel 1946 fu inaugurata la prima Mostra Mercato Artigiana Mercato del Presepe che diede una svolta alla manifestazione, prolungata dal 13 dicembre fino alla vigilia di Natale. Nel 1960 la cappella di Santa Lucia fu demolita, ma la Mostra Mercato dei Pastori e del Presepe continua a tenersi in stand allestiti nel centro di Lecce ed oltre ai pupari ( coloro che creano pupi in terracotta ), ospita anche una sezione di cartapestai e presepisti.
A tutela della fiera, nel 1984, è stata fondata da Roberto Monaco e Gino Totano l' associazione "La Fera", che successivamente è stata affiancata da altre associazioni e nel 1989 è stata sostituita da "Li pupari Leccesi" fondata da Roberto Monaco, Gino Lazzari, Ciccio delle Site, Giuseppe Sales ed altri. Sono associazioni che hanno la funzione di difesa del patrimonio artistico riguardante il pupo in terracotta e soprattutto cercano di mantenere in vita la figura del puparo vero e propirio, cioè colui che ancora oggi crea i pupi con i calchi antichi in gesso.
 
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