Il 17 gennaio, giorno di Sant'Antonio Abate, segna l'inizio del Carnevale ed in moltissime città della nostra regione sono già cominciati i preparativi per gli eventi che celebreranno il periodo più divertente dell'anno, atteso dai più piccoli ma anche dagli adulti.
La parte del leone la fa il carnevale di Putignano, riconosciuto come uno dei più importanti e suggestivi a livello nazionale e che quest'anno conta l'edizione numero 609, a testimonianza di una tradizione che si rinnova ormai da secoli. Negli ultimi tempi inoltre sono salite alla ribalta altre realtà quali il Carnevale Dauno di Manfredonia, la cui crescita è stata premiata nel 2002 con l'abbinamento ad una lotteria nazionale, oltre le sfilate che si organizzano un pò ovunque, dal sub-appennino dauno fino al Salento.
A Putignano in realtà il carnevale inizia ben prima della canonica data del 17 gennaio. Già il 26 dicembre, infatti, si tiene il rito della "propaggine", un corteo mascherato e chiassoso che segna l'avvio delle manifestazioni carnevalesche e le cui origini la tradizione fa risalire al lontano 1394, durante la solenne traslazione delle reliquie di Santo Stefano Protomartire da Monopoli a Putignano: si narra che alcuni contadini putignanesi intenti a piantare le viti si unirono al corteo sacro con balli, canti e versi a rima baciata. Nel corso dei secoli il rito ha perso parte dei suoi contenuti religiosi per acquistare un carattere più squisitamente critico e satirico nei confronti dei personaggi più in vista d'Italia.
Ma naturalmente il carnevale di Putignano è noto soprattutto per sfilate di carri allegorici, detti propriamente "corsi mascherati". Vengono realizzati giganteschi carri (alcuni arrivano ad un'altezza di 12 m, ad una lunghezza di 10 m e ad una larghezza di 8) che allietano le sfilate insieme ai numerosissimi gruppi mascherati ed alle decine di maschere di carattere (carri in miniatura con tema satirico). Fra le tante maschere la più significativa è quella di Farinella, la maschera ufficiale dell'evento, la cui figura evoca un jolly con l'abito a toppe multicolori e con sonagli applicati sulle tre punte del cappello, sulle scarpe ed alla collarina ed il cui nome risale da un antico cibo della civiltà contadina, uno sfarinato di ceci ed orzo abbrustoliti molto gustoso.